BLOCCARE IL PROCESSO EVOLUTIVO DI UNA SPECIE. UNA SCOPERTA ECCEZIONALE PER LA BIOLOGIA E LA MEDICINA

In: Ecologia, Genomica

BLOCCARE IL PROCESSO EVOLUTIVO DI UNA SPECIE. UNA SCOPERTA ECCEZIONALE PER LA BIOLOGIA E LA MEDICINA

Un team di ricercatori guidato da studiosi dell’Imperial College di Londra, fra cui l’italiano Andrea Crisanti, ha geneticamente modificato i maschi di Anopheles gambiae, in modo da renderli portatori di un gene che interrompe la produzione delle uova nelle femmine.

L’eccezionale ricerca è descritta in uno studio su ‘Nature Biotechnology‘. “In pratica, i maschi – spiega Crisanti, professore di parassitologia dell’Imperial College, all’Adnkronos Salute – si trasformano in una sorta di cavallo di Troia: trasmettono alle femmine delle generazioni successive la ‘sterilità'”. Gli scienziati hanno usato una tecnologia chiamata ‘gene drive’ per assicurare questa trasmissione accelerata alla prole del gene modificato nel corso del tempo. “Nel giro di pochi anni, questo potrebbe drasticamente ridurre o eliminare le popolazioni locali della specie di zanzara portatrice della malaria”, dice lo studioso.

Questa è la prima volta che la tecnica è stata testata e si è rivelata efficace nelle Anopheles gambiae. “Stiamo combattendo la malaria da più di 100 anni – ricorda Crisanti – in caso di successo questa tecnologia ha il potenziale per ridurre sostanzialmente la trasmissione della malaria”. “Come per ogni nuova tecnologia, però, ci sono molti passi da fare ora. Dobbiamo fare delle verifiche e garantire la sicurezza di questo approccio. E serviranno almeno 10 anni prima che questa tecnica possa diventare un intervento operativo”, evidenzia Austin Burt dell’Imperial College di Londra.

Il team ha identificato tre geni chiave per la fertilità femminile, modificandoli con la tecnica CRISPR/ Cas9 endonucleasi, una ‘forbice’ del Dna che può essere indirizzata a tagliare parti molto specifiche del codice genetico.

La ricerca è stata finanziata dalla Bill and Melinda Gates Foundation. “C’è ancora del lavoro da fare – conclude Crisanti – ma oggi le zanzare ci fanno un po’ meno paura”.

Nature Biotechnology_Anopheles_2015

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