L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica multifattoriale.
Nelle donne in cui si verifica questa condizione le cellule che normalmente rivestono la parete interna dell’utero (cellule dell’endometrio), sono presenti in organi diversi (ovaie, tube, peritoneo, vagina e intestino principalmente).
Queste cellule, essendo sensibili ai livelli di estrogeno e progesterone, vanno incontro al normale processo del ciclo mestruale, provocando, nelle zone diverse dall’endometrio, infiammazione, cicatrici e aderenze.
Delle donne in età riproduttiva con una
prevalenza dello
delle donne fertili e del
delle donne infertili
Una parola, “endometriosi” che a volte spaventa, perché ancora se ne sa poco rispetto alla sua diagnosi e cura.
È qui che la genetica e la ricerca entrano in campo individuando una variante in un gene coinvolto nello sviluppo della patologia.
Una conferma che cambia per sempre il rapporto, spesso complesso, tra donne, ciclo mestruale e fertilità rendendo possibile sapere in tempo la predisposizione allo sviluppo della patologia attraverso un semplice esame della saliva.
ENDOme utilizza la tecnologia di sequenziamento del DNA.
Il test analizza la presenza/assenza di una delezione in una regione del gene NPSR1, partendo dal DNA estratto da un tampone buccale. Il gene NPSR1 codifica per il recettore della proteina NPS (Neuropeptide S). NPS e il suo recettore (sistema NPRS1-NPS) intervengono nella modulazione della risposta immunitaria, attraverso l’attivazione di molecole pro- infiammatorie, recentemente associati a stati di flogosi cronica coinvolti nello sviluppo dell’endometriosi.
Questo test permette di anticipare il sospetto di diagnosi di endometriosi, consentendo al medico di suggerire protocolli terapeutici e/o comportamentali molto prima della comparsa dei sintomi.
Lo studio interventistico è stato condotto da Polo di Genomica, Genetica e Biologia, leader nel campo della ricerca genetica, in collaborazione con il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’AO Santa Maria della Misericordia di Perugia, guidato dal Dr. Saverio Arena.
I dati emersi da un gruppo di pazienti con diagnosi certa di endometriosi o adenomiosi, sono in linea con un recente studio pubblicato su una nota rivista scientifica, suggerendo un aumento del rischio di sviluppare endometriosi di circa il 20-25% in presenza della variante. Questa correlazione è ancora più marcata se presa in considerazione la frequenza della variante nella banca dati di riferimento per la genetica medica.
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